Ultimi Aggiornamenti

IL 2017 DI GIANO

Cari Amici, Giano è stato assente per un pò di tempo, ma non perchè abbia scelto di trasformarsi in un orso e perciò ritirarsi per il letargo invernale. In questo periodo, Giano, si è fermato per fare un suo bilancio sulla realtà che lo circonda, e per preparare al meglio questo nuovo anno, che, si spera, sia davvero migliore di quello che l’ha preceduto.

il 2016 è stato un anno veramente molto difficile, e i momenti bui che lo hanno contraddistinto sono serviti a fare si che Giano decidesse di fermarsi un pò di tempo per poi ripartire con maggiore decisione in questo 2017.

A volte è necessario fermarsi, guardarsi dentro e cercare di capire qual’è la direzione che si sta prendendo e soprattutto, se quest’ultima è quella giusta per noi, senza tenere conto del giudizio degli altri.

Non è facile fare tutto questo, anche perchè spesso, quando si aprono gli armadi più segreti delle nostre “stanze”, dentro si trova tutto ciò che si è cercato di nascondere, che, dopo aver tanto atteso, può finalmente venire fuori e costringerci ad ascoltare il suo messaggio. E, nella maggioranza dei casi, il messaggio non è quello che avremmo voluto ascoltare.

Proprio in questi messaggi, si può trovare la forza di affrontare la nostra realtà con uno spirito diverso, consci delle nostre difficoltà ma anche delle nuove opportunità che si celano di fronte a noi, e che in precedenza le nostre sicurezze costruite ci impedivano di vedere.

GIano, dopo un 2016 difficile, ha deciso di fermarsi per fare proprio questo, e gli scheletrì che sono usciti dai suoi armadi, all’inizio, lo hanno atterrito, tantissimo, poi, pian piano, essi hanno mutato forma, assumendone altre differenti, fino a spostarsi dal suo cielo, mostrandogli, infine, una parte della realtà che il suo punto di vista precedente gli aveva del tutto offuscato.

Forse, un giorno, Giano ritornerà a parlare di questo momento, ma per ora basta così.

Giano ben presto…..apparirà…….farà sentire la sua voce dal vivo…..non più soltanto attraverso i brevi articoli di un blog.

Preparatevi…..il 2017 di Giano è iniziato……e non sarà un anno come gli altri!

 

GIANO

EDUCAZIONE E FAMIGLIA NEI TEMPI ANDATI E MODERNI

Il concetto di famiglia si è evoluto moltissimo nel corso del tempo, tanto che è quasi impossibile fare un paragone tra le famiglie moderne, spesso allargate, e quelle dei “tempi andati”.

Mai, come in questo periodo storico, la famiglia e l’educazione, che all’interno della stessa dev’essere impartita ai figli, sono al centro di ogni dibattito, soprattutto quando si verifica un fatto di cronaca che coinvolge ragazzi e ragazze che vivono ancora con i genitori, oppure quando i genitori diventano gli avvocati difensori della propria prole, recandosi a scuola e aggredendo, verbalmente e molte volte fisicamente, gli insegnanti che cercano faticosamente di svolgere il proprio lavoro.

Occhio, state sempre in guardia genitori/giudici/avvocati, non sia mai che i vostri figli/angeli/santi subiscano un rimprovero da un insegnante, un allenatore o altra figura a vostra scelta, potrebbero avere dei traumi o, peggio, trasformarsi in Charles Manson!

Dire ogni tanto di NO, non provoca nessun trauma; un rimprovero da un insegnate/allenatore o altra figura, non provoca alcun trauma; può essere magari un’occasione di riflessione e spunto per darci l’occasione per parlare con i nostri ragazzi e scoprire qualcosa in più su di loro.

Difendere i propri figli dai pericoli del mondo esterno VA BENE, ma questo Non vuol dire che non debbano essere rimproverati se sbagliano.

Gli errori possono capitare, l’importante è analizzarli insieme e trarne occasione di crescita per tutti i membri della famiglia.

Questo articolo non vuole essere un vademecum per fare i bravi genitori, anche perché GIANO non ha né la possibilità, né la voglia di fare tutto ciò.

Ho scovato, in rete, un video di una trasmissione del 1978 in cui si parla proprio della famiglia e delle differenze tra una famiglia del 1878 ed una del 1978.

Guardatelo e ditemi cosa ne pensate, ecco il link:

 

 

LA NUOVA GIOVENTU’ E IL MITO DEI TEMPI ANDATI

La società occidentale ha sempre avuto paura della vecchiaia e dell’invecchiare, tanto che siamo letteralmente circondati da pubblicità di prodotti che rallentano l’invecchiamento, stendono le rughe, e rendono la pelle liscia e giovane, ritrovati di ogni genere che servono a nascondere l’età.

Per non parlare di internet, che è pieno di banner pubblicitari di questi prodotti, e di foto di attrici e attori, pieni di botulino, acido ialuronico (spero di averlo scritto giusto), di interventi chirurgici (dagli esiti spesso tragicomici), e di supposti scoop farciti di immagini di vip o presunti tali beccati senza trucco e parrucco.

Inutile dire che i giudizi, che accompagnano tali scoop, sono tutt’altro che lusinghieri, sembra quasi che mostrare la propria età sia un peccato mortale.

Bisogna essere giovani o sembrarlo, a tutti i costi, anche se questo vuol dire rendersi ridicoli.

Per non parlare dei post nei vari social network (facebook in particolare) che parlano di oggetti in voga negli anni passati, sintomo di un’infanzia felice, di quelli che fanno il confronto tra il mondo di venti e più anni fa e quello di oggi, condizionato dagli smartphone e dai social, per non parlare dei post che inneggiano a un ritorno di figure politiche responsabili di alcuni dei più grandi drammi della storia.

E preferisco non esprimermi sul “grande fratello vip”, dato che ho volutamente scelto di ignorarne l’esistenza.

Fatta questa breve premessa, ci sono alcune cose che vorrei mettere in chiaro:

  • il passato è il luogo in cui custodiamo tutte le  Nostre esperienze, i nostri ricordi, le nostre gioie, ma anche i dolori e le sconfitte, le paure e le umiliazioni, il bene e il male che ci portiamo dentro. Se fosse possibile rivivere il passato, si rivivrebbero le cose belle ma anche quelle brutte e cattive, per ritornare, poi, nuovamente al punto di partenza. Sarebbe, in altre parole, come riavvolgere il nastro di un vecchio film; la fine sarebbe sempre la stessa. Perciò, è inutile cercare rifugio nel passato, perché sempre qui nel presente finiremo.
  • L’età che aumenta, non è solo sinonimo di vecchiaia incipiente, ma anche e soprattutto di esperienza e saggezza, che si possono acquisire non solo con l’istruzione ma anche con l’agire, il sentire, il tatto, e il tempo. E tutto questo non è assolutamente esperibile, se ci si muove e si pensa con la testa girata all’indietro.
  • il mondo attuale, non ha più niente in comune con quello nel quale siamo cresciuti, e quello in cui sono cresciuti i nostri genitori (per non parlare di quello dei nononi) è lontano anni-luce da questo.

Non possiamo riportare il mondo indietro, o cercare di controllarlo o dominarlo, ma possiamo semplicemente VIVERLO, come siamo oggi, con le esperienze e i ricordi che ci portiamo dentro, le belle serate passate con gli amici, custodendo e amando gelosamente tutte le nostre bellezze.

I segni del tempo non sono sempre ferite, ma molte volte,ricordi, medaglie, che testimoni di quella ch’è stata la nostra vita, con i suoi alti e bassi.

È inutile cercare di fermare e controllare il tempo e i suoi segni, questo non è pensabile nè possibile. Godiamoci ogni momento del presente, perchè, anche se non abbiamo più 20 anni, possiamo ugualmente goderci la nostra età e divertirci e essere felici. Il mondo corre è vero, ma siamo NOI a scegliere come relazionarci con Lui.

E per scegliere bene, ci vuole esperienza e saggezza!

A presto

 

GIANO

 

 

 

I DIARI PUBBLICAMENTE PRIVATI

Buonasera a tutti,

l’avvento dei social network ha profondamente modificato le interazioni sociali, in ogni ambito della nostra vita, lavoro, scuola, amicizia, amore.

Al giorno d’oggi è possibile comunicare velocemente e da qualsiasi posto in cui ci si trovi.

Si può comunicare di tutto e su tutto, venire a conoscenza di fatti accaduti a migliaia di chilometri di distanza e sbirciare nel prirato di persone che non si conoscono, e di cui si ignorava l’esistenza fino a poco tempo prima.

Non solo si può sbirciare, si può approvare o no, si può commentare (spesso a sproposito), e, soprattutto, condividere!

E’ bello condividere le proprie emozioni, i propri ricordi, le gioie, i momenti belli vissuti con le persone care, esperienze nuove, e qualsiasi altra cosa possiate immaginare.

Molto spesso, invece, vengono condivisi anche momenti intimi, atti di bullismo, crudeltà verso gli animali, e giudizi carichi di odio e risentimento verso persone che, magari a loro insaputa, sono protagoniste involontarie di queste condivisioni, che suscitano grandi risate a chi guarda, ma danni molto seri a chi li subisce.

Quest’ultima situazione descritta, è balzata molto spesso agli onori della cronaca in questi ultimi tempi: mi riferisco alla vicenda di Tiziana Cantone, che ha posto volontariamente fine alla sua vita, stanca delle continue umiliazioni pubbliche e private che ha dovuto subire, soprattutto da parte dei “Leoni da tastiera” che si sono autoproclamati giudici e censori della vita di una povera ragazza.

Il lato brutto della “social” condivisione è proprio questo, poichè non sono solo i nostri amici, o le persone a noi care che hanno accesso a questi momenti, ma anche perfetti sconosciuti, perchè la rete consente di condividere tutto con tutto il mondo, semplicemente schiacciando un tasto.

A questo si aggiunge un ulteriore problema, l’irreversibilità di questo processo: dato che non è più possibile rimuovere un contenuto pubblicato sulla rete, una volta ch’è stato condiviso da altri utenti.

C’è una soluzione a tutto questo?

Secondo me, SI: NON CONDIVIDERE TUTTO!

Non è necessario condividere ogni singolo aspetto della propria vita, poichè pur essendo l’essere umano un animale sociale, ci sono degli aspetti della propria vita che devono essere vissuti in maniera più intima, personale e non social, aspetti che devono essere condivisi con le persone care, fisicamente, non attraverso uno smartphone o un computer.

Per quanto uno smartphone o di un computer, possa essere personale e riservato, magari protetto da una serie di password, nel momento in cui ci si affida a un social, o alla rete, per esprimere uno stato d’animo, un sentimento, un proprio pensiero, o qualsiasi altra cosa, tutte queste protezioni non servono a niente poichè il contenuto diventa di dominio pubblico, allo stesso livello di una notizia che venisse diffusa attraverso un enorme megafono, in grado di risuonare nell’intero globo.

Per cui, chiudo questo mio breve intervento, invitandovi a fare molta ATTENZIONE, poichè, nel momento in cui decidete di postare un contenuto, lo state condividendo con il vostro pc o telefono, i vostri amici, i vostri semplici conoscenti, ma con TUTTO IL MONDO.

E, quasi certamente, tra queste persone ce n’è una o, spesso più di una, che non esiterà a usare questi contenuti per farvi del male. OCCHIO.

E poi un pò di mistero, rende la vita molto più intrigante, non trovate?

 

GIANO

 

Il RITORNO DI GIANO

Salve a tutti,

scusate per l’assenza, ma Giano si è assentato per poter osservare meglio tutto la realtà che ci circonda.

E credeteci, di argomenti di cui parlare, Giano ne ha trovati tanti…..

A presto

 

GIANO

INTEGRAZIONE: UN PROCESSO LENTO, COMPLICATO, DIFFICILE, MA ANCHE STIMOLANTE

Il periodo storico che stiamo viveno è molto delicato, difficile, e pieno di insidie, e privo di angoli bui in cui rifugiarsi e aspettare che la tempesta passi.

L’ultima tempesta che si è scatenata, in ordine di tempo è stato l’attacco terroristico verificatosi a Parigi, pochi giorni fa, costato la vita a tantissime, troppe, persone innocenti. Persone colpevoli soltanto di essersi trovate nei luoghi sbagliati al momento sbagliato. Come sempre, in questi casi, le reazioni sono state molto diverse tra loro.

Molte persone hanno invocato una reazione decisa e rapida nei confronti dell’Isis, trovando una sponda favorevole negli attacchi missilistici di Russia e Francia, altre hanno evidenziato come l’Isis sia un grosso cliente dell’occidente, soprattutto in fatto di armi, e come in un certo senso, soprattutto dopo le dichiarazioni di Hillary Clinton, sia esso stesso una creazione degli USA. Oltre alle reazioni sopra citate, molte persone hanno chiesto a gran voce, un intervento diplomatico, mirato a stabililzzare l’area oggetto degli attacchi ed evitare ulteriori vittime civili.

Inutile aggiungere che si è scatenata una grande paura nella gente, che si sente minacciata, e non più al sicuro, e guarda con sospetto chiunque abbia un aspetto e un atteggiamento anche solo minimamente diverso dal consueto.

Oltre alla paura di cui sopra, si è cominciato anche a discutere di Isis e soprattutto di Islam, identificato come una religione violenta e guerrafondaia, strumento al servizio di criminali senza scrupoli.

La gente di fede musulmana viene identificata come il nemico assoluto a cui bisogna assolutamente impedire l’ingresso nel nostro mondo dorato, poichè vige la convinzione che l’immigrazione porti con sè, unitamente alla ricerca di una vita migliore per i disperati che lasciano il proprio paese, terroristi senza scrupoli che vogliono imporci il loro credo con la violenza, uccidendo, se del caso, chi non è d’accordo.

Tra i musulmani, oltre ai terroristi e ai criminali generici, ci sono anche i disperati che lasciano il proprio paese per cercare una vita migliore, e anche i cittadini francesi e belgi responsabili degli attenti, nonchè le vittime degli attacchi terroristici in Asia e Africa, nonchè i bersagli delle bombe di Putin e Hollande.

Io credo che il mondo Islamico sia molto più sfaccettato e complesso di come i media ne stanno tratteggiando il ritratto in questi giorni. E credo che valga la pena cercare di avvicinarci a questo mondo cosi diverso, anche se con molti punti in comune con il nostro. Vale infatti la pena di ricordare, che le grandi religioni (Islam, Ebraismo, Cristianesimo), hanno un’origine comune, sono nate nella stessa zona geografica e Gerusalemme è la loro Città Santa.

Un altro elemento di forte comunanza tra l’islam e il Cristianesimo è che Gesù Cristo, è cosiderato dai musulmani come il secondo grande profeta dopo Maometto.

Forse questo grande nemico è si diverso, ma non è il Diavolo, e magari noi non siamo gli Angeli che vogliamo far credere.

Non è facile integrarsi in un posto nuovo, completamente diverso dal posto in cui siamo nati, con delle consuetudini che facciamo fatica a comprendere ed accettare, e in cui veniamo giudicati e condannati solo per il modo in cui vestiamo e il modo in cui chi ci guarda crede che ci comportiamo. Non dev’essere facile vivere con questi pregiudizi che condizionano e governano la Nostra vita giorno per giorno.

Quant’è brutto sentirsi definire Mafiosi, mangiaspaghetti, baffi neri, e sentirsi etichettare come Italiani in senso negativo.

Credo che per la gente che viene dall’Oriente la sensazione sia la stessa, con la differenza che adesso ognuno di loro viene additato come un potenziale terrorista, anche se in cuor suo piange i suoi cari morti in uno degli attacchi con “bombe intelligenti” russe e francesi.

E se la soluzione fosse avvicinarsi (nel senso di aiutarli a conoscere il nostro mondo)  e non respingerli?….

Siete d’accordo con Giano?

Alla prossima

 

GIANO

TUTTO FINITO!

Il grande giorno è appena passato, la gara che tutti aspettavano si è conclusa, e il risultato è stato quello che in molti si aspettavano, soprattutto i tifosi di Rossi.

La gara si è conclusa con la vittoria di Lorenzo, seguito da Marquez, e in terza posizione da Pedrosa.

Rossi ha fatto una gara fantastica, partendo dall’ultima posizione sulla griglia di partenza, fino a piazzarsi quarto al traguardo.

Nel precedente articolo, avevo scritto di come Rossi avesse le risorse per reggere alla pressione di questa gara e per affrontare la stessa senza lasciarsi prendere dalla foga e dalla rabbia. E così è stato! The Doctor, è partito fortissimo, compiendo molti sorpassi senza perdere la calma e la concentrazione, anche quando si è trovato dietro a piloti molto combattivi.

Devo dire che ero molto curioso di assistere a questa gara per due motivi principali: da tifoso, e appassionato di moto ero impaziente di assistere al gran finale di una stagione spettacolare, e da psicologo, ero curioso di osservare il comportamento di Rossi, per vedere come avrebbe reagito alla pressione, soprattutto se si fosse trovato in difficoltà nel compiere i sorpassi necessari per cercare di arrivare a vincere il titolo mondiale. Devo dire che tutte le parti in causa hanno contribuito notevolmente e positivamente a non far salire ancora di più la tensione, e di questo dobbiamo essere grati tutti, poichè siamo a riusciti a goderci un grande spettacolo, anche se il finale non è stato quello che tutti si aspettavano, me compreso.

Il tifo acceso, però, gioca brutti scherzi, e, infatti, il web si è riempito ll’istante di insulti e improperi di ogni genere all’indirizzo dei piloti spagnoli. In un caso si è anche arrivati a invocare un dardo nelle ruote di Lorenzo, o un fumogeno (non ricordo bene), al fine di far sospendere la gara, in modo da farla ripartire dalle posizioni che i piloti occupavano in gara fino a quel momento. Un altro Leone della Tastiera. Si può comprendere la delusione, ma questo mi pare davvero troppo. Si tratta solo di un evento sportivo!

Credo che, adesso, sia il momento di fare una pausa, piloti, tifosi e giornalisti, resettare le emozioni, soprattutto quelle più intense, e aspettare la prossima stagione di motogp, per tifare “tutti in piedi, sul divano”, il nostro supereroe in tuta di pelle preferito.

WHEELUP

 

Alla prossima

GIANO

UNDER PRESSURE #99

L’argomento che in queste ore sta monopolizzando le discussioni in tutto il mondo, è il contatto tra Valentino Rossi e Marc Marquez.

I commenti e le interpretazioni hanno analizzato in lungo e in largo quest’episodio, ogni singolo fotogramma è stato esaminato e riesaminato, alla ricerca di un elemento a sostegno di una tesi o dell’altra. Il mondo si è diviso tra i sostenitori di Rossi, convinti della sua assoluta innocenza e delle provocazioni di Marquez, e i sostenitori di Marquez convinti invece dell’assoluta antisportività di Rossi.

Si è anche arrivati a sostenere la tesi del complotto anti Rossi, ordito dagli Spagnoli della Dorna, per favorire in tutto e per tutto Jorge Lorenzo.

A quest’ultima tesi Io non credo assolutamente, e non mi ritrovo neanche nelle posizioni sopra descritte.

Il mio intento, con questo articolo, non è quello di trovare la verità circa l’episodio in questione, ma mettere in evidenza come un accumulo eccessivo di pressione possa portare una persona a comportarsi in un modo assolutamente inaspettato. E come questo possa accadere anche a una persona abituata ad essere sempre al centro dell’attenzione di tutti, addetti ai lavori, tifosi, giornalisti etc.

Gli ultimi giorni di Rossi sono stati davvero stressanti e lo hanno messo a dura prova.

Tutti gli appassionati di due ruote conoscono bene i rischi connessi all’andare in moto, rischi che aumentano con la velocità, con la quantità di spettatori, di televisioni, sponsor, giornalisti, che generano una grandissima pressione sulle spalle dei piloti che vanno al 110% delle loro possibilità, per arrivare davanti a tutti e contendersi le migliori moto sulla piazza, per poter aspirare al tanto desiderato titolo di Campione del Mondo.

I piloti sembrano dei supereroi, in sella a rombanti mostri d’acciaio, che viaggiano molto più forte di quanto noi possiamo anche solo immaginare.

Domare questi potentissimi cavalli d’acciaio è tutt’altro che facile, e poi ci sono gli altri piloti. Quando si è in pista, tutti gli elementi esterni di disturbo, spariscono e rimangono la moto, e gli altri piloti.

Anche i supereroi, però, sono persone e spesso i rapporti tra supereroi non sono molto facili. Lo stile di guida, le vittorie, le simpatie e antipatie reciproche contribuiscono alla spettacolarità delle gare, ma anche all’aumento della pressione e della tensione nelle gare, soprattutto quando il numero delle stesse diminuisce sempre di più e la resa dei conti si avvicina.

Provate a immaginare quanta pressione debbano reggere sulle spalle i nostri “supereroi”, e lo stipendio che percepiscono, non allegerisce la pressione, anzi produce l’effetto opposto, costringendoli a dover confermare in ogni singola prova il loro “valore”.

C’è chi ha le spalle abbastanza forti per affrontare tutto ciò, chi crede di averle, chi ha trovato dei rimedi per affrontare tutto ciò e chi scopre che i sistemi utilizzati per reggere la pressione (farla ricadere sulle spalle degli avversari, per esempio), non funzionano più. E quando si fa una simile scoperta, le conseguenze possono essere davvero difficili da affrontare, poichè spesso portanto a comportamenti assolutamente incomprensibili per chi guarda dall’esterno.

Io credo che le difficoltà di quest’utima parte di campionato, abbiano portato Rossi verso l’ultima situazione sopra descritta, producendo un abnorme quantità di tensione che è esplosa in pista, e che probabilmente avrà la sua eco nella conclusiva gara di Valencia. Staremo a vedere.

La capacità di gestire questo momento farà la differenza per il risultato finale del motomondiale. E la farà per tutti e tre i contendenti: Marquez, Lorenzo e Rossi. E penso che tra i tre, il pesarese abbia le maggiori risorse per affrontarlo, data la sua maggore esperienza in pista.

A presto.

WHEELUP!

GIANO

ESPLOSIONI IMPROVVISE

La cronaca di tutti i giorni ci racconta spesso di episodi di violenza che esplodono improvvisi in famiglie “normali e tranquille”, che lasciano sgomenti tutte le persone delle comunità in cui si verificano questi episodi.

Spesso questi episodi coinvolgono intere famiglie, poichè le persone colte da scatti di violenza improvvisa o raptus, eplodono, facendo del male, o anche uccidendo, tutti coloro che si trovano nelle immediate vicinanze.

Da dove nasce tanta violenza? Cos’è un raptus?

“Il raptus è un’azione improvvisa e violenta, diretta verso sè stessi o altri, che ha carattere di impulso irrefrenabile e di cui la persona non può conservare ricordi. Di solito si presenta in una persona che già soffre, in modo più o meno inconsapevole, di disturbi psichici come depressione grave, depressione bipolare, psicosi latente, ma anche in chi è sottoposto a fortissime pressioni psicologiche.”

La definizione qui riportata, tratta dal “Dizionario di Medicina Psicosomatica”, pone l’accento sulla sofferenza latente, di cui spesso non ci si accorge, che cova e fementa sotto la cenere di un aspetto apparentemente normale.

La parola raptus deriva dal latino “rapio”, che significa prendere in fretta, afferrare con impeto, tirar fuori. Esso perciò simboleggia una parte di sè molto profonda, che all’improvviso occupa la coscienza e di conseguenza l’intera persone, prendendo il controllo delle sue azioni, per un lasso di tempo variabile, da qulche secondo a qualche ora.

Come un gas sottoposto a una pressione fortissima, questa parte di sè prende il controllo in modo esplosivo, causando danni alla persona e, purtroppo, anche a chi si trova nelle vicinanze.

Le occasioni scatenanti possono essere molteplici: stanchezza, tensioni emotive molto forti, pressioni esterne. E basta anche un evento minimo, quasi insignificante, per far esplodere tutto questo.

Le persone più colpite sono spesso quelle più “normali” ed “equilibrate”, che devono tenere ben nascoste parti di sè che non possono essere mostrate in pubblico, parti di sè che alla fine si prendono il loro spazio in maniera violenta  improvvisa.

Prima di arrivare a questo punto, è opportuno, di tanto in tanto, prendere un pò di tempo per sè stessi, evitare preoccupazioni e tensioni inutili, e chiedere aiuto, anche e soprattutto qualificato, nel momento in cui ci si sente in forte difficoltà, perchè non siamo fatti come il Titano Atlante, condannato da Zeus a reggere il peso del mondo sulle sue spalle.

Le difficoltà possono essere affrontate meglio, se abbiamo qualcuno che ci può aiutare nel farlo.

 

GIANO

I LEONI DELLA TASTIERA

Il precedente articolo trattava degli importanti cambiamenti che il progresso tecnologico ha apportato nel nostro modo di comunicare. Al giorno d’oggi è possibile esprimersi nelle forme più svariate (social media, blog, forum etc.) , e farsi leggere e sentire da tutto il mondo.

A volte esagerando un tantino.

il titolo di questo articolo, l’ho preso in prestito da Selvaggia Lucarelli, che in alcuni suoi recenti post ha trattato spesso questo argomento, e nell’ultimo caso lo ha affrontato personalmente, dato che era stata Lei stessa la preda di uno di questi “Leoni”.

I Leoni da tastiera, sono quelle persone, che esprimono la loro opinione, riguardo fatti o persone, soprattutto queste ultime, in maniera fin troppo diretta e aggressiva, utilizzando spesso un linguaggio decisamente scurrile.

In alcuni casi, queste persone lo fanno una sola volta, magari ritenendosi offese da una particolare opinione o persona, esprimendo il loro disappunto in maniera decisa e facilmente comprensibile da tutti. In altri, i “Leoni”, iniziano a offendere pesantemente, minacciare e perseguitare persone, blogger molto spesso, trincerandosi dietro nickname inventati o nomi presi in prestito da altri utenti della rete.

Le conseguenze di una simile condotta sono facilmente immaginabili, e tutto questo diventa ancora più insopportabile, quando ai Leoni si aggiungono le “pecore”, cioè coloro che imitano tutto quello che leggono e vedono nella rete (chiedo scusa alle vere pecore e anche ai veri leoni, non volevo offendere), la vita di queste persone viene davvero sconvolta a tutti i livelli.

Questo fenomeno comincia a prendere sempre più piede, e i casi di questo tipo cominciano ad aumentare sempre più.

Una spiegazione, a mio modesto parere, può essere ricercata nell’anonimato offerto dall’idea che quello che si scrive su un social media, blog, forum etc., sia visibile solo a chi scrive, o a qualcuno di cui ci si possa fidare e che mai la persona destinataria del trattamento possa davvero leggerlo. Nonostante la tecnologia abbia accorciato le distanze nel mondo, alcune persone sono ancora convinte, che insultare una persona alla Tv, o scriverle una pagina di insulti sui social, sia la stessa cosa, e abbia la stessa probabilità di essere scoperta, e anzi, che la possibilità di venire scoperti quando lo si fa per via telematica sia ancora inferiore, poiché è difficile capire, chi si nasconda dietro un falso nickname.

Sembra, a conti fatti, un ottimo sistema per sfogare la propria rabbia, e il proprio risentimento verso un mondo che sembra selezionare in maniera sempre più rigida ed escludente le persone, degne di farne parte.  E le persone indegne, ma fortunate, ad essere parte del mondo di cui sopra, devono essere colpite senza pietà, tanto chi può capire da dove stanno arrivando gli attacchi?

Lo schermo del nostro Pc, Tablet, o Smartphone, è visibile soltanto a noi, ma quello che scriviamo buca lo schermo e si riversa in una piazza virtuale popolata da milioni di persone.

E tra tutte quelle persone, c’è sicuramente il bersaglio delle offese, delle minacce, e persecuzioni messe in atto dai “Leoni”, il quale, a un certo punto, smette di fare il bersaglio e diventa cacciatore, beccando spesso il proprio Leone, che, vistosi scoperto, non trova di meglio che farfugliare scuse come quella del furto d’identità informatico.

Il mio articolo non vuole essere certamente un invito al silenzio, ad assistere muti a tutto quel che avviene intorno a noi; al contrario, vuole essere d’incoraggiamento a esprimersi liberamente, e a farlo nel modo più solare e lineare possibile, perché la diversità di vedute, di pensiero, di azione, ha reso possibile il progresso.

 

A presto.

 

                                                GIANO